Tra i sette nuovi Santi proclamati oggi da Leone XIV c’è il medico fondatore del santuario di Pompei, Bartolo Longo, salentino di Latiano, che nell’Italia appena unita, da avvocato, volle difendere la dignità dei più poveri garantendo loro assistenza legale gratuita e gettando le basi per il santuario della cittadina campana. Il Papa sul sagrato di San Pietro, ha ascoltato la sintetica biografia letta dal cardinale Marcello Semeraro, con la formula solenne di un rito antico e suggestivo, autorizzandone l’iscrizione nell’albo dei Santi e consentendo la devozione universale tra i cattolici. «Col suo cuore ardente di devozione – ha detto Leone XIV – Bartolo Longo è stato un benefattore dell’umanità». «Bartolo Longo non solo ha fondato il santuario di Pompei, ma ha dato vita alla nuova città di Pompei», ha sottolineato padre Antonio Marrazzo, postulatore della causa, raccontando che in un territorio di casolari sparsi popolati da contadini, lui ha costruito case, ospedali, e si è dedicato ai figli, soprattutto dei carcerati. Papa Francesco ha dispensato il miracolo perché ha capito che era la voce del popolo di Dio a venerarlo già come santo.
Nato il 10 febbraio 1841 a Latiano, in provincia di Brindisi, Bartolo Longo è una delle figure più sorprendenti della devozione cattolica italiana. Era infatti un intellettuale di formazione giuridica che, nel 1863, si trasferì a Napoli per completare i suoi studi. Qui trascorse un periodo di forte coinvolgimento nello spiritismo e in pratiche esoteriche. Ma, successivamente, visse una conversione profonda, che lo riportò al cattolicesimo e lo avvicinò all’ordine domenicano come terziario. Fu proprio la devozione mariana a diventare il filo conduttore della sua opera: Longo rilanciò la recita del Rosario e, soprattutto, fu l’anima e il promotore del santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, iniziativa che trasformò un luogo modesto in uno dei santuari mariani più visitati d’Italia. Fu una donna ad avvicinarlo a tutto questo: la contessa Marianna Farnararo De Fusco con cui il santo si sposò il primo aprile 1885 a Napoli. Lei, infatti, è stata decisiva nella realizzazione di tutta l’opera pompeiana, alla quale contribuì con le sue risorse economiche e con le sue idee, che spesso determinarono le scelte di suo marito. Per curare le proprietà di Marianna, infatti, Longo arrivò nel 1872 a Valle di Pompei. E lì decise di diffondere il culto alla Vergine del Rosario: ristrutturò la piccola chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore, e poi, su consiglio del vescovo di Nola, progettò di erigere una nuova chiesa, dedicata alla Madonna del Rosario. Grazie alla sua capacità di organizzare risorse e dare forma al pensiero, contribuì anche a progetti sociali in favore dei poveri e degli orfani, incarnando una forma di apostolato laico e concreto. Morì all’età di 85 anni, il 5 ottobre 1926. Con questi presupposti, il 26 ottobre 1980 fu beatificato da Giovanni Paolo II, che lo definì “Apostolo del Rosario”. La causa di canonizzazione, segnata da studi teologici e riconoscimento di miracoli attribuiti alla sua intercessione, ha avuto un esito questa mattina, quando papa Leone XIV lo ha proclamato santo.


















