Opera di Nicola Cazzolla

Stefania CAROFALO

L’inaugurazione della mostra Paesaggi ritrovati, curata dalla nota critica d’arte Pompea Vergaro, è avvenuta il 28 maggio alla presenza e all’intervento del Sindaco Oronzo Trio, del Sacerdote Don Mattia che ha fortemente voluto ospitare il Maestro Nicola Cazzolla in occasione delle celebrazioni per la festa di Santa Maria del Popolo e dalle note musicali del sax di Gualtiero De Ronzi.

La mostra antologica, che resterà aperta sino al 2 giugno prossimo, è stata inserita tra gli appuntamenti dei festeggiamenti civili di Santa Maria del Popolo allestita presso il salone dell’oratorio “Santa Maria dei Popoli” in via Salvatore Fitto a Surbo.

Su cavalletti artigianali lungo il perimetro e al centro della grande sala è esposta un’accurata selezione di opere che testimoniano la produzione artistica di Nicola Cazzolla dal 1981 al 2025 che comprende anche alcuni elementi d’arredo restaurati e dipinti o pirografati.

Pompea Vergaro ha illustrato il percorso artistico dell’artista, iniziato con il disegno e un primo timido approccio alla pittura, preferendo a questa la pirografia come mezzo di espressione e riscoprendola dopo alcuni anni per giungere alla personalissima armonia tra le due tecniche.

L’arte autodidatta di Nicola Cazzolla testimonia un rapporto continuo e diretto con il paesaggio salentino. In molte opere sono raffigurati gli alberi di ulivo spogli e senza chioma caratterizzati dalla presenza, sui tronchi, di volti che rappresentano le generazioni ormai scomparse ma presenti nel “controllo” del paesaggio e del territorio affinché l’azione dell’uomo agisca con rispetto.

Le opere, di grandi dimensioni, sono accomunate dalla presenza di alcuni elementi che l’artista considera come i suoi segni di riconoscimento e sono: gli alberi spogli, i girasoli che crescono nel suo giardino, i dadi che talvolta hanno una forma piramidale, i piccoli volti che compaiono nelle composizioni e ancora gli arcobaleni in bianco e nero che si intersecano su piani inclinati.

Pompea Vergaro, nella critica all’arte di Cazzolla, ha coniato il termine di Espressionismo Salentino, per via dei significati intimi in cui la natura si arricchisce sia di contenuti sociali e sia di drammatica testimonianza della realtà.

Ogni pirografia, realizzata senza un bozzetto preparatorio, contiene in sé una moltitudine di elementi che stimola l’osservatore a trovare la “chiave di lettura”.

Cazzolla sperimenta, produce, si ferma per poi tornare a rappresentare la natura alternando la sua arte tra pirografie e dipinti. Ama la pirografia con la consapevolezza del paziente e lungo lavoro che porta inevitabilmente alla riflessione a cui contrappone la gioia e la velocità della pittura con i colori acrilici che lo entusiasmano. I soggetti dei suoi dipinti sono paesaggi agresti e composizioni floreali resi vivaci dall’uso dei colori puri e caratterizzati da istintive tracce di colore che sembrano quasi suddividere i soggetti con un interessante colpo d’occhio.

La produzione più recente vede l’accostamento del colore quasi acquarellato alla pirografia e l’effetto è nostalgico ma, allo stesso tempo, usa il colore più intenso per indirizzare l’attenzione solo su alcuni particolari rendendoli “squillanti”.

La composizione delle opere riprende il taglio fotografico degli impressionisti nella rappresentazione dei paesaggi mentre pone al centro della tela quelle di ornato floreali.

Altra caratteristica, questa ripresa da Van Gogh ed elaborata dal pittore- pirografista, è il tracciamento con segni grafici, dell’aria, del vento, della luce, del cielo e del mare.

Il linguaggio artistico di Cazzolla, si avvale di simbolismi con i quali esprime i suoi messaggi e attraverso i quali invita l’osservatore a leggere le sue emozioni , poi, si sa, ognuno coglie le impressioni in funzione del proprio stato d’animo.

Le opere di Cazzolla, molto apprezzate, sono state esposte in numerose mostre in territorio nazionale e  pluri-premiate a diversi concorsi di pittura.

Nicola Cazzolla, orgoglioso surbino, firma anche sul retro delle sue opere in corsivo a grandi caratteri i dati dell’opera e la prima parola che si legge è Surbo.

Stefania CAROFALO
Architetto che ama l'Arte e le parole