Dall’introduzione della nuova edizione del libro di Lino De Matteis “Storia del Grande Salento” (Edizioni Grifo, 2025). Estratto n. 1

 

Historia magistra vitae”, ammoniva, nel primo secolo avanti Cristo, il grande scrittore, oratore e filosofo latino Marco Tullio Cicerone. Conoscere la storia per evitare gli errori del passato, dunque, e mai affermazione fu più attuale, in questo turbolento inizio del terzo millennio, funestato da focolai di guerra, che rischiano di diventare planetari, in un mondo, sempre più, preda di sovranismi e nazionalismi, impaurito da migrazioni epocali, minacciato da cambiamenti climatici e scarsità di risorse. La globalizzazione economica non è più una speranza di benessere e diritti per tutti; mentre la tecnocrazia impone le sue regole, misteriose e pervasive, a un’umanità smarrita, fornendo, ad autocrazie e teocrazie, potenti strumenti manipolatori, per condizionare l’opinione pubblica, costantemente frastornata da pulsioni populiste e demagogiche, anticamera di democrazie illiberali e dittature. Annientando lo stato di diritto, l’uso della forza radicalizza il confronto, tra singoli individui, così come tra nazioni, annulla le potenzialità del dialogo, trasforma gli avversari in nemici, la competitività in scontro per la supremazia, rinfocolando i fantasmi dei totalitarismi dello scorso precedente.
Contro lo spettro della deflagrazione globale, della disgregazione sociale, della minaccia alla libertà e alla democrazia, il solo rimedio è ripristinare il primato della cultura e della conoscenza, rilanciando il valore della convivenza e della solidarietà tra gli individui. Per questo la cura non può che ripartire dai territori, dalla consapevolezza della loro storica, salutare antidoto alle ferite della comunità, continuamente insidiata da individualismi, localismi e campanilismi, che minano il senso del bene comune. E la penisola salentina, per la sua storia millenaria e le caratteristiche geografiche, un fazzoletto di terra di 7.128 chilometri quadrati e, appena, un milione e 700mila abitanti, rappresenta il territorio ideale, per diventare laboratorio di unità e modello di aggregazione sociale.
Un libro in controtendenza, quindi, che, attraverso la rilettura degli eventi storici, dalle origini ai nostri giorni, va alla ricerca di quel filo identitario che unisce, e tiene insieme, il territorio, affinché le province di Brindisi, Lecce e Taranto, prendendo coscienza delle proprie radici, possano intraprendere un cammino aggregativo e di crescita comune, pur nel rispetto della loro autonomia e dei confini amministrativi. Già nel 1983, l’architetto e urbanista Giulio Redaelli scriveva che «la regione urbana jonico-salentina possiede da sempre, potenzialmente, la morfologia di una città policentrica, perfezionabile e ristrutturabile in un’unica grande Città jonico-salentina». Una prospettiva che non scaturisce, solo, dalle comuni radici storiche ma, anche, e soprattutto, dalla necessità di dover affrontare, insieme, le sfide della complessità e della modernità. Conoscere il passato, insomma, è necessario, per capire il presente e poter costruire un futuro migliore.
Nessun ritorno al passato, all’egemonia dell’antica Terra d’Otranto, a meno di una, per ora improbabile, iniziativa parlamentare di riforma complessiva della governance del territorio, a livello nazionale. Dopo un secolo di presenza delle tre province salentine, infatti, non si può che prendere atto della loro esistenza e della identificazione che, nel tempo, hanno maturato, rispettivamente, brindisini, leccesi e tarantini. Bisogna, quindi, riuscire a traghettare l’esperienza unitaria di Terra d’Otranto, adattandola allo stato della situazione amministrativa attuale, con la divisione territoriale e la creazione delle province di Brindisi, Lecce e Taranto, voluta dal fascismo un secolo fa. Usare quell’esperienza storica, insomma, per dare, oggi, forza alla crescita del territorio, anche attraverso strumenti lessicali e aggregativi nuovi, in grado di superare gli steccati dei confini provinciali, pur senza, però, annullarli o alterarli. Un’operazione, complessa e delicata, che si ritrova nello spirito confederativo che, negli ultimi decenni, ha animato il “Progetto del Grande Salento”, voluto, e lanciato, delle massime istituzioni salentine, con la sottoscrizione di protocolli d’intesa. (…)
STORIA DEL GRANDE SALENTO
Lino De Matteis
Edizioni Grifo, 2025
Pagg. 288 - € 16,00
Lino DE MATTEIS
Direttore ilGrandeSalento.it