Pantaleone PAGLIULA

Sento tante volte dire la frase: «È estate e deve fare caldo». Ma il meteo, la temperatura di questo periodo non è normale se si pensa che nelle grandi città europee come Roma e Parigi ormai si vive con temperature “come a sud di Tunisi” purtroppo con tantissimi morti.

L’anticiclone africano ci ha abbracciato allargandosi sempre più verso il centro Europa, l’aria calda dell’Equatore raggiunge nuove latitudini e il Mediterraneo ormai è diventato una macchia calda, superando di 5 gradi la media di inizio giugno con conseguenze terribili anche per le stesse specie ittiche costrette a cambiare habitat e a fare i conti con nuove specie invasive.

Rispetto all’era preindustriale la temperatura del Pianeta si è già alzata di 1,5-2 gradi e si calcola che a fine secolo, se non faremo niente per ridurre i gas serra, avremo un aumento fino a 4-5 gradi arrivando a condizioni non più vivibili. Per capire l’estremo disagio che avvertiamo pensiamo alla nostra temperatura corporea che passa da 37 a 39 gradi.

Le previsioni dei climatologi stanno andando oltre gli scenari più negativi, e quel che avviene nel mare Mediterraneo è il preludio di quel che sta iniziando nell’oceano globale, dove sono i poli ad agire come motori freddi, innescando correnti che portano ossigeno in profondità e collegano in un unico sistema i vari oceani. Il clima oceanico è un tutt’uno con il clima atmosferico e lo scioglimento del ghiaccio polare, dovuto alle immissioni di gas climalteranti in atmosfera, altera il clima oceanico che, a sua volta, altera il clima atmosferico.

In Italia siamo a un aumento di 2,4 gradi centigradi rispetto a 150 anni fa e 1,5 gradi in più rispetto a livello mondiale perché stiamo in pieno Mediterraneo, un mare piccolo, che si scalda più velocemente e di più rispetto alla temperatura media del pianeta.

Le catastrofi che ormai avvengono con sempre maggiore frequenza e intensità sono improvvisi cambi di regime che segnano il passaggio da una situazione più o meno stabile, ad un’altra situazione diversa dalla precedente. Stiamo vivendo un cambio catastrofico di regime che trent’anni fa ci dicevano che sarebbe avvenuto entro diversi decenni, ma che purtroppo sta avvenendo molto più velocemente. Quanto sta avvenendo in questi giorni mi fa pensare che non saranno solo le generazioni future a soffrire ma che sarà anche la nostra stolta generazione che ha generato tutto questo.

Dobbiamo convincerci che con il procedere del riscaldamento globale sono più calde tutte le stagioni, tutti i mesi e non soltanto quelli estivi. Nessuno si è lamentato se lo scorso dicembre è stato un po’ più tiepido del solito perché ci accorgiamo del caldo estremo solo quando si esce dai limiti del disagio fisico.

Tra le varie cause di quanto stiamo vivendo i climatologi indicano anche le tante guerre ritenendo che le bombe quando esplodono non hanno solo un effetto visibile, distruggendo vite umane, edifici, siti nucleari, ma anche uno invisibile e molto rilevante poiché sollevano nell’aria quantità di polveri, solfati, particolati, in grado di avere conseguenze anche sul clima.

La mia impressione è che la questione climatica sia stata completamente sovrastata dalle questioni belliche e dagli armamenti e che si fa finta di non capire che il riarmo e il consumo in campo militare aumentano le emissioni e compromettono gli sforzi di conservazione delle risorse naturali che andrebbero invece utilizzate per attuare la transizione ecologica di cui si parla da trent’anni. E’ una costatazione che con il piano di difesa ReArm Europe 800 miliardi di euro per le armi sono saltati fuori in un attimo mentre quelli per la transizione energetica bisogna elemosinarli.

La realtà è che stiamo facendo una pericolosa retromarcia rispetto alla green economy di cui si parla da decenni e che stiamo perdendo tempo prezioso e buttando via anni durante i quali potevamo ancora fare qualcosa per fermare e ridurre il surriscaldamento del pianeta senza contare le oltre mezzo milione di persone che vengono uccise ogni anno sulla Terra dalle ondate di calore.

L’ Onu ha affermato recentemente che “con le ondate di calore bisognerà imparare a convivere”, che “è molto probabile che la situazione in futuro peggiori ulteriormente a causa del riscaldamento globale indotto dall’uomo” e che “ il caldo estremo sta diventando più frequente e intenso “e quindi “ ha invitato tutti gli Stati a adottare provvedimenti urgenti per evitare vittime“.

Occorre sempre tenere presente che il cambiamento climatico, all’origine degli eventi estremi degli ultimi anni, ha anche un prezzo salato considerando che tra il 2001 e il 2020, i danni diretti causati da calamità naturali sono più che raddoppiati superando i 200 miliardi di dollari all’anno e se si considerano anche costi indiretti e perdite per gli ecosistemi, si arriva alla cifra record di 2.300 miliardi di dollari.

Non riesco più a sopportare quando sento ancora dire che la transizione ecologica costa troppo e che è meglio la spesa prevista di 700 miliardi in dieci anni per produrre carri armati con potenti motori termici, micidiali proiettili a uranio impoverito, caccia e fregate.

Come concludere da illuso incallito.

Intanto si prevede un’estate infuocata che sarà più calda di quella record dell’anno passato. Che fare? Ci vorrebbe una grande presa di coscienza collettiva, mondiale, sul fatto che il nostro nemico è il male che stiamo facendo al clima. Dobbiamo usare tutte le forze a disposizione per mettere in atto gli obiettivi di sostenibilità per trasformare il nostro modo di vivere e pensare in un pianeta che ha delle regole precise che dobbiamo rispettare. Occorre renderci conto che senza pace e giustizia non si può pensare di occuparsi dell’ambiente. In un mondo in cui la guerra, le diseguaglianze e i cambiamenti climatici sono una grave minaccia per l’umanità, è più urgente che mai impegnarsi per la pace, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale.