di Stefania CAROFALO                  

Giornata dicembrina, nuvole che lasciano intravedere timidi raggi di sole, mentre un alito di vento s’insinua tra i rami di acciaio inox sino a tintinnare attraverso i frutti gialli ambasciatori delle voci dei caduti colpiti dalle mani armate delle mafie.

L’opera “Battiti…sempre” dello scultore surbino di fama internazionale, Salvatore Sava, si è arricchita di quattro nuovi steli e rappresenta un albero costituito complessivamente da nove fusti disposti frontalmente e in parallelo che formano a loro volta un tronco e da questi, i rami svettanti al cielo sono ricchi di frutti cilindrici gialli-fluo che coronano la chioma dell’albero alto cinque metri.

Analizzando i numeri caratterizzanti l’opera di Sava si scopre che il nove (i fusti), per Dante Alighieri, è il numero che indica il cambiamento, l’invenzione e la crescita mentre il numero cinque, (l’altezza complessiva dell’opera), nella religione cristiana è anch’esso un numero positivo considerato angelico e di cambiamento, cambiamento che avverrà solo in funzione delle nostre scelte. Sarà… ma l’eleganza di quest’opera, di quest’albero così sinuoso e sonoro colpisce la vista e l’udito, coinvolge ben due sensi che portano alla riflessione.

Il vento, onnipresente nel nostro Salento, si fa portatore delle voci dei caduti, donne e uomini di grande valore morale il cui tintinnio giunge nelle aule di giurisprudenza prospicente il Parco della memoria e dell’impegno, recentemente inaugurato all’interno del polo universitario del Salento Ecotekne, sulla strada Lecce- Monteroni, il cui progetto, premiato dalla Fondazione Falcone, è stato ideato da Salvatore Ciriolo.

L’opera è affiancata ad un giovane albero di quercia dedicato al Magistrato Giovanni Falcone e altri 49 alberi tra querce e carrubi sono dedicati ad altrettante illustri vittime delle mafie.

L’artista, munito di una scala in legno raggiunge i frutti dei nuovi rami ancora avvolti nella plastica di protezione che, simpaticamente chiama caramelle, l’opera è terminata e tintinna nella sua maestosità.

Sava con quest’opera ridà voce alle vittime delle mafie, anche quelle che non sono presenti con una targhetta nel parco, da voce alle vittime dei prepotenti e a quelle che hanno vissuto con l’ideale della giustizia e si sono imbattuti nella cattiveria umana.

L’ispirazione dell’artista, prende forma, nel colore del frutto, dall’acuta osservazione dal tenero germoglio che affianca un ramo secco, quasi a rappresentare la ripresa e la forza dei nostri ulivi colpiti dalla Xylella, mentre per la struttura dei rami riprende quella della cicoriella selvatica in fiore.

Battiti…sempre è quindi un monito a non mollare mai, applicabile in ogni ambito e certamente di buon auspicio perché in natura, gli alberi di ulivo, i nostri patriarchi e la nostra ricchezza, stanno reagendo con nuovi germogli agli attacchi patogeni, e anche noi saremo tutti vincenti se riusciremo a portare avanti i nostri ideali all’insegna della legalità e della giustizia.

Stefania CAROFALO
Architetto che ama l'Arte e le parole